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Cassa integrazione, al via le domande per l’indennità provinciale
La misura di sostegno al reddito spetta a tutti i lavoratori sospesi lo scorso anno con almeno 300 ore di cassa integrazione. Da oggi si può fare richiesta per il secondo semestre dell’anno e/o per l’intero 2020
Parte da oggi la nuova possibilità di presentare domanda per l’indennità provinciale di integrazione al reddito per i lavoratori e le lavoratrici che nel corso del 2020 sono stati posti in cassa integrazione per almeno 300 ore.
Rispetto a quanto previsto nell’autunno scorso la Giunta provinciale, su sollecitazione di Cgil Cisl Uil, ha introdotto alcune novità per usufruire della misura, ampliando di fatto la potenziale platea dei beneficiari.
La novità più significativa è l’intervallo temporale, che si estende da 6 a 12 mesi, per il raggiungimento di almeno 300 ore di sospensione. Un’altra novità è la possibilità di accedere alla misura anche per i lavoratori trentini che operano per aziende fuori provincia.
Nel dettaglio, come previsto dal Documento provinciale di interventi di politica del lavoro possono chiedere l’indennità aggiuntiva tutti i dipendenti sospesi per almeno 300 ore di cassa integrazione nel periodo compreso tra gennaio e dicembre 2020. Non è più necessario aver accumulato le 300 ore nell’arco di un solo semestre.
I lavoratori e le lavoratrici che hanno già usufruito della misura per il primo semestre 2020 possono integrare tutte le ore di sospensione eventualmente maturate tra luglio e dicembre 2020.
L’indennità spetta sia ai lavoratori con contratto a tempo pieno sia con contratto part time. In questo caso l’importo viene riparametrato sulle ore contrattuali. La misura riguarda anche i lavoratori in somministrazione che abbiano i requisiti.
Il dipendente deve avere avuto o avere tutt’ora un contratto in essere fino al 9 novembre 2020 ; può essere occupato preso altro datore di lavoro o inoccupato alla data di presentazione della domanda. Il diritto, soddisfatti i requisiti, può essere esercitato anche in caso di cessazione avvenuta prima del 9 novembre 2020. In caso di più rapporti di lavoro i requisiti devono essere rispettati per ogni singolo datore, fatto salvo i casi di trasferimento aziendale o subentro nell’esecuzione di un appalto.
L’indennità è pari a:
– minimo 450 euro per chi ha una retribuzione lorda fino a 2.158,48 euro cui si aggiungono 1,5 euro ogni ora di sospensione ulteriore alle prime 300 (con 520 ore di cassa, pari a circa 13 settimane o a 3 mesi, l’indennità di un full time è di circa 780 euro)
– minimo 300 euro per chi ha una retribuzione lorda superiore a 2.158,48 euro cui si aggiungono 1 euro ogni ora di sospensione ulteriore alle prime 300 (con 520 ore di cassa, pari a circa 13 settimane o a 3 mesi, ’indennità di un full time è di circa 520 euro).
L’integrazione provinciale riguarda tutti i lavoratori e le lavoratrici occupati presso aziende la cui sede legale od unità produttiva sia ubicata in Provincia di Trento, ovvero, se residenti in Trentino, anche i dipendenti di aziende che hanno la propria sede fuori dai confini provinciali, ma in territori comunque limitrofi.
Si può presentare domanda esclusivamente via web dall’11 gennaio alle ore 12.30 del 28 febbraio di quest’anno. Alla domanda va allegata una specifica certificazione delle ore di sospensione effettuate che verrà rilasciata dal datore di lavoro o da un soggetto abilitato.
La domanda si invia sul sito di Agenzia del Lavoro al link
www.fse2.provincia.tn.it/Trento_FSE/WebLogin_individuali/
Gli uffici di Cgil Cisl Uil del Trentino hanno attivato un servizio specifico a supporto dei lavoratori e delle lavoratrici che hanno bisogno di informazioni e di aiuto per la compilazione e l’invio della domanda.
Il servizio è gratuito, su appuntamento da chiedere ai seguenti indirizzi mail:
Cgil del Trentino – emergenza.covid19@cgil.tn.it
Cisl del Trentino – coronavirus@cisltn.it
Uil del Trentino – uiltrento@uiltn.it
Trento, 11 gennaio 2021
Scarica il pdf: 20210111_integrazione cassa





Trento, 08 gennaio 2021
Anche nella “Perla delle Dolomiti” esistono problemi di sicurezza
Nella “perla” delle dolomiti, e precisamente Madonna di Campiglio, esiste una linea di autobus extraurbana, che passa direttamente al centro “Des Alpes Hotel” piazza Brenta e Pradalago. Come sindacato, questo passaggio lo riteniamo altamente pericoloso, soprattutto in inverno, per le grosse problematiche di passaggio dei mezzi pubblici, verso il centro, e il posizionamento di pistoni a scomparsa che il più delle volte non funzionano creando inevitabili disagi. Altro motivo della segnalazione di pericolo, consiste nella mancanza di spargimento del sale sulla strada nel tratto di salita-discesa tra Piazza Brenta Alta e Pradalago. Il motivo sarebbe da imputare agli albergatori i quali si lamentano perché il sale gli rovina la moquet e il legno dei loro hotel. Pur capendo il decoro delle loro strutture ricettive, non possiamo pregiudicare la sicurezza delle persone solo per la salvaguardia delle strutture alberghiere. Preme ricordare che in tempi recenti, le segnalazioni presso gli organi competenti erano già state fatte e come sindacato siamo sempre disponibili a dare il massimo del sostegno e collaborazione per la risoluzione delle problematiche evidenziate, non limitandoci solamente a una mera critica ma proponendo soluzioni. Ovviamente deve esserci la volontà di risolvere i problemi.
Il segretario Uiltrasporti
Nicola Petrolli
Scarica il pdf: Lettera Campiglio COM Trasporti 080121



Dichiarazione stampa Walter Alotti,
Segretario UIL del Trentino
4 gennaio 2021
Allarme UIL su vaccinazioni.
Solo tre operatori per vaccinare personale sanitario trentino
Ci risulta che manchino i professionisti di medicina per inoculare le vaccinazioni Covid al personale sanitario, limitati ad un medico e due infermieri, nettamente sottodimensionati rispetto alle esigenze. Tanto che la l’Azienda sanitaria sta chiedendo ora la disponibilità di personale sanitario a tal scopo in tutti i Dipartimenti ospedalieri, per un maggior impatto e ridurre i tempi di immunizzazione del territorio. Fa specie che tale ricerca ed individuazione non sia stata per tempo programmata ed effettuata, anche perché indirizzata alla coperture delle vaccinazioni del personale sanitario stesso.
I grandi numeri fin qua prodotti riguardano quindi le oltre 40 RSA, in ognuna delle quali son presenti operatori sanitari che hanno vaccinato i colleghi e parte dell’utenza delle case di riposo, mentre per il personale ospedaliero e medico sarebbero a disposizione solo un medico e due infermieri professionali.
Certamente si troveranno i professionisti necessari all’operazione, ma sembra davvero preoccupante, in previsione dell’allargamento della campagna di vaccinazione a tutta la popolazione, l’impreparazione organizzativa di chi deve programmare e metterla in atto.
Speriamo bene!
Scarica il pdf: vaccinazioni ospedalieri