Commercio, aperture domenicali: a Bolzano la Provincia convoca un tavolo di confronto. I sindacati: «Il Trentino cosa aspetta? Serve un modello nostro»

«A seguito dell’acquisizione delle competenze legislative in materia, ritengo fondamentale avviare un percorso di consultazione condiviso, con l’obiettivo di individuare soluzioni equilibrate». Con queste parole la Provincia ha annunciato la convocazione di un tavolo di confronto sulle aperture domenicali e festive degli esercizi commerciali, al quale sono invitate tutte le parti sociali ed economiche.

Finalmente accolte, quindi, le istanze delle organizzazioni sindacali? Sì, ma a Bolzano, mentre in Trentino, come spesso accade, tutto rimane fermo. Il motivo, a detta dell’assessorato di riferimento, sarebbe un quadro normativo ancora incerto e non ben delineato nella portata. La differenza, però, è evidente: l’Alto Adige si muove in fretta e instaura un dialogo per capire come arrivare a soluzioni concrete. Qui, invece, si temporeggia, aspettando che le soluzioni arrivino dall’alto. Non il modo migliore di esercitare la propria autonomia, secondo i segretari di Filcams Cgil Trentino, Fisascat Cisl Trentino e Uiltucs Trentino-Alto Adige, Luigi Bozzato, Fabio Bertolissi e Vassilios Bassios.

«Avevamo chiesto l’apertura di un tavolo – spiegano i sindacalisti – e il vicepresidente della Provincia di Bolzano ha preso l’iniziativa di convocare tutte le parti interessate, senza tergiversare. Dall’altra parte, la Provincia di Trento non offre nessuna prospettiva né dimostra interesse al dialogo. In questo modo ci si limita a leggere sui giornali le uscite isolate dei singoli attori, senza avere la possibilità di riunirsi per trovare una quadratura nell’interesse di tutti. A farne le spese sono i lavoratori, stretti tra un potere d’acquisto sempre più basso e un’organizzazione del lavoro che lascia poco spazio alla vita privata. Specie nel commercio, dove ci si scontra spesso con turnazioni rigide e una forte dispersione delle ore».

Non a caso, sempre più lavoratori, soprattutto tra i giovani, chiedono maggiore flessibilità. Il tema delle aperture domenicali si lega infatti a quello più ampio dell’organizzazione del lavoro e della conciliazione tra vita professionale e privata. Secondo lo studio Ewcs Tyrol, finanziato dall’Unione Europea per monitorare le condizioni di lavoro nei territori dell’Euregio, un lavoratore su tre ritiene di lavorare troppo e vorrebbe ridurre l’orario di impiego.

«Non immaginiamo che dall’oggi al domani si passi a una chiusura totale delle attività durante le domeniche e i festivi – affermano i segretari – vogliamo però che le istanze dei lavoratori vengano ascoltate. Da tempo insistiamo sul tema dell’organizzazione del lavoro e della conciliazione con i ritmi di vita. Indagini recenti rivelano che, rispetto all’Alto Adige e al Tirolo, il Trentino ha settimane lavorative più lunghe e, allo stesso tempo, i salari rimangono più bassi. A questo si aggiunge il tema degli straordinari non retribuiti, perché molti lavoratori si trovano a terminare il turno ben oltre l’orario di chiusura al pubblico, senza che il tempo aggiuntivo venga riconosciuto in busta paga. Non si possono ignorare queste problematiche».

Di qui l’appello alla Provincia: «Trento segua l’esempio di Bolzano e convochi al più presto un tavolo di confronto. Serve un modello di commercio trentino, auspicato anche dalle associazioni datoriali».

 

Scarica il pdf: Comunicato commercio e aperture domenicali