Villa Rosa, UIL FP del Trentino: «Sulle sospensioni della cardiologia servono chiarezza e garanzie per pazienti e personale»

Trento, 21 settembre 2026

Pergine Valsugana – La UIL FP del Trentino unitamente alla Confederazione UIL del Trentino chiede chiarezza sulle sospensioni dell’attività cardiologica presso Villa Rosa di Pergine e sulle conseguenze per i cittadini che utilizzano il presidio.

Villa Rosa rappresenta un punto di riferimento importante per il territorio e per l’assistenza cardiologica. L’attività della struttura non riguarda infatti soltanto la riabilitazione, ma comprende anche visite cardiologiche, ECG, ecocardiogrammi, Holter e altri controlli e prestazioni diagnostiche e di monitoraggio.

Per questo, secondo la UIL FP, è necessario sapere con precisione quali attività vengano sospese, per quanto tempo e come vengano garantite ai pazienti le prestazioni durante i periodi di interruzione.

«Al centro della questione devono esserci i cittadini e la continuità delle cure – sottolinea la UIL FP del Trentino –. Ogni sospensione deve essere accompagnata da una soluzione chiara per chi aveva una prestazione programmata o necessita di controlli periodici. Non possiamo limitarci a sapere che l’emergenza viene garantita: occorre capire cosa succede alle prestazioni ordinarie e ai percorsi di cura».

Particolare attenzione va posta anche sulle liste d’attesa. Una prestazione rinviata non scompare, ma deve essere successivamente recuperata. Se le attività vengono sospese o trasferite, è quindi necessario verificare quanti cittadini siano coinvolti, dove vengano presi in carico e con quali tempi.

Il rischio, secondo il sindacato, è che le difficoltà di un singolo presidio producano effetti sull’intera organizzazione sanitaria provinciale. «Una criticità che nasce a Pergine rischia di trasformarsi rapidamente in una criticità per l’intero sistema sanitario trentino, se le prestazioni vengono semplicemente spostate su altre strutture senza verificare preventivamente personale, spazi e capacità organizzativa – prosegue la UIL FP –. Non possiamo pensare di risolvere un problema semplicemente spostandolo altrove».

Questo vale soprattutto per i pazienti che hanno bisogno di continuità e di controlli programmati, per i quali tempi e modalità di presa in carico sono parte integrante del percorso di cura. Anche per questo è importante distinguere le situazioni di emergenza dalle prestazioni programmate e dai percorsi ambulatoriali e riabilitativi.

La UIL FP sottolinea inoltre che la qualità del servizio dipende anche dalle condizioni in cui operano i professionisti. Medici, infermieri, tecnici e tutto il personale devono poter contare su organici adeguati, una programmazione certa e un’organizzazione capace di garantire continuità durante tutto l’anno.

La UIL FP chiede quindi ad ASUIT e all’Assessorato provinciale alla Salute di fornire un quadro chiaro delle prestazioni interessate dalle sospensioni, della loro durata, dei pazienti coinvolti, delle modalità alternative di presa in carico e dell’eventuale impatto sulle liste d’attesa. Chiede inoltre di monitorare gli effetti delle sospensioni nei mesi successivi e di verificare che eventuali trasferimenti di attività verso altri presidi siano sostenibili.

«Villa Rosa è una risorsa per Pergine e per tutto il Trentino – conclude la UIL FP –. Ai cittadini servono servizi accessibili, affidabili e continui, mentre ai professionisti servono organizzazione, personale e programmazione. Chiediamo quindi chiarezza sul presente e soprattutto un confronto sul futuro del presidio, perché eventuali difficoltà non ricadano né sui cittadini né sui lavoratori e perché una criticità locale non finisca per indebolire l’intera rete sanitaria provinciale».

Walter Largher
Segretario Generale UIL del Trentino

Giuseppe Varagone
Segretario Generale della UIL FP del Trentino – Settore Sanità e P.A.

Scarica il pdf: 17.09.2026 comunicato stampa Pergine (1)