l’Adige – martedì 16 dicembre 2025

Briciole per le minoranze

 

Trattativa ancora tutta in salita sugli emendamenti

BILANCIO

Per tutto il giorno ieri i lavori del consiglio provinciale sono rimasti sospesi – dopo il minuto di silenzio per le vittime dell’attentato di Sydney chiesto da Claudio Cia (Forza Italia) – per le trattative su ordini del giorno e – solo in serata – anche sugli emendamenti alla manovra finanziaria della Provincia. Il presidente Fugatti ha incaricato della trattativa gli assessori Achille Spinelli e Mario Tonina, che si sono confrontati con i consiglieri di minoranza dell’Alleanza democratica autonomista (Ada), rappresentati ieri principalmente da Francesco Valduga (Campobase) e Francesca Parolari (Pd), mentre Filippo Degasperi (Onda) ha avuto un incontro anch’egli verso le 18.30 con l’assessora all’Istruzione, Francesca Gerosa, per parlare dei suoi emendamenti sulla formazione professionale. Ma qua Degasperi e l’Alleanza di centrosinistra al termine dei colloqui si sono dichiarati ancora molto lontani da un accordo. La strada, dunque, per superare i 15 mila emendamenti ostruzionistici presentati dalle minoranze per convincere la Giunta a scendere a patti, sembra ancora tutta in salita. «Siamo lontani – ha dichiarato Francesco Valduga al termine dell’incontro – sui 14 punti che abbiamo presentato si sono detti disponibili a discutere solo su sei». E Francesca Parolari evidenzia: «Siamo ancora troppo distanti fra ciò che chiediamo e ciò che ci viene proposto. Non ci sono dei punti definiti. È ancora tutto aperto e in discussione. Ci sono passi avanti ma per noi ancora insufficienti». Il capogruppo del Pd, Alessio Manica, osserva che: «Su un bilancio di 6 miliardi ci fanno proposte sui nostri punti di 200.000 euro, questo non vuol dire riconoscere il ruolo delle minoranze, anzi direi che è quasi offensivo. La loro apertura sarebbe su un valore di 2 milioni di euro in tre anni, mentre i nostri punti valgono circa 15 milioni di euro. È chiaro che siamo ancora distanti». Il centrosinistra punta a potenziare gli interventi previsti su famiglia, casa e industria e chiede di dare ai Comuni i soldi per abbattere le rette, richiesta questa su cui non c’è alcuna apertura. Ieri sera era insoddisfatto anche Degasperi che dice: «Ci girano intorno e si rimangiano pure gli impegni già presi. C’era l’impegno ad equiparare gli obblighi formativi già approvato nel dicembre 2024. Adesso facevano finta di non ricordarsi». Intanto, Andrea Grosselli (Cgil), Michele Bezzi (Cisl) e Walter Largher (Uil) tornano a intervenire sulla manovra e osservando: «Gli aiuti congegnati dal giunta provinciale per aiutare le famiglie rischiano alla fine di danneggiarle, facendo anche spendere di più alle casse provinciali. Se è buono l’obiettivo come nel caso dell’abbattimento delle rette dei nidi, l’ostinazione con cui il presidente Fugatti si rifiuta di coinvolgere i comuni con un meccanismo più equo sul territorio, alla fine tradisce la volontà di mettere in atto una manovra che prima di tutto massimizzi il consenso». Per i sindacati il metodo «è sbagliato perché il rimborso delle rette così come pensato da Piazza Dante avrà l’effetto di alzare le soglie Isee delle famiglie trentine. La conseguenza è che chi si trova a ridosso della soglia massima vedrà ridotto il beneficio statale erogato dall’Inps e la Provincia sborserà soldi che avrebbe potuto far pagare allo Stato». Altra questione aperta per i sindacati resta il tema dell’indicizzazione dell’Icef e chiedono di essere convocati sulla definizione delle tariffe. L.P.

 

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ADIGE bilancio ART 161225