Corriere del Trentino – 06 giugno 2023

Cassa integrazione a inizio 2023. La regione viaggia a due velocità, Trento aumenta, Bolzano taglia

TRENTO Una regione a due velocità, almeno quando si guarda agli ammortizzatori sociali. Il quadro del Trentino – Alto Adige che emerge dal terzo rapporto Uil su cassa integrazione e fondi di solidarietà, aggiornato ai dati dell’aprile di quest’anno, tratteggia un territorio leggermente migliore del resto d’Italia, ma in realtà solo in virtù di una media forzata tra Trento e Bolzano.
Se infatti la media nazionale registra una diminuzione del ricorso a Cig e Fis pari al 52,1 per cento (-51,4 per cento al Nord, -61,8 al Centro, -42,4 al Sud), il numero regionale la abbatte di un altro paio di punti percentuale (esatti: -54,1 per cento). La flessione di ore a livello di sistema Italia arriva al 91,6 per cento se consideriamo il medesimo quadrimestre del 2021, ma in questo caso è bene ricordare il robusto sostegno della cassa integrazione con causale Covid-19, che dal 1 aprile 2020 al 31 marzo 2022 ha totalizzato un numero di ore pari a 6,7 miliardi (l’equivalente di ben sette anni di cassa integrazione della precedente crisi economica). Non serve comunque scomodare le diverse valutazioni nazionali per far emergere le storture trentine: peccato infatti che l’Alto Adige, da solo, possa vantare addirittura un -70,5 per cento, abbastanza per piazzarsi nella parte migliore della classifica, assieme alle altre nove province italiane più virtuose in questo senso; la Provincia autonoma di Trento, al contrario, ha aumentato il ricorso agli ammortizzatori sociali nel corso dell’ultimo anno, addirittura quasi di un terzo: + 29,2 per cento, in aperta controtendenza alla media nazionale e segnando una voragine di distanza con Bolzano.
Nel dettaglio, nel corso del primo quadrimestre del 2023 nel territorio trentino sono state autorizzate 823.963 ore di cassa integrazione ordinaria e 9.107 di straordinaria (nessuna in deroga); a Bolzano, invece, si parla di 239.919 ore di Cig ordinaria e 25.977 di straordinaria (anche in questo caso, neanche un’ora in deroga). I numeri assoluti, però, sono traditori, dipendono anche dal tessuto produttivo esistente in ciascun territorio, basti pensare che la provincia di Torino nello stesso periodo dell’anno in corso ha visto autorizzare due milioni e mezzo di ore di cassa integrazione ordinaria, tre milioni e 300 mila ore di straordinaria e pure 232 mila ore in deroga; nonostante questo, la variazione percentuale rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso vede un miglioramento netto, anche più marcato rispetto a quello nazionale: -55 per cento.
A livello regionale, in Trentino – Alto Adige si contano anche 9813 ore autorizzate dai fondi di solidarietà, divisi in 2337 di Fis e 7476 di fondi blaterali. Qui la variazione di percentuale è estremamente sensibile: -98,9 per cento; di fatto però si tratta di un dato che non stupisce, visto che anche nel resto d’Italia si registrano circa le stesse cifre (la media nazionale è – 94,5 per cento).
Stando a quanto fanno sapere dalla segreteria trentina del sindacato, il settore in maggiore difficoltà a livello provinciale è quello della carta, che con le sue criticità avrebbe spinto verso l’alto il contatore delle ore autorizzate anche nel corso di questo primo quadrimestre dell’anno .

 

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