Corriere del Trentino – Giovedì 8 gennaio 2026

Docenti, convince la linea Gerosa «I concorsi ingessano il sistema»

 

Positivi i sindacati, che precisano: «Non siamo stati coinvolti dall’assessora»

TRENTO E PROVINCIA

Trento L’assessora all’istruzione Francesca Gerosa ha delineato la riforma delle carriere docenti, che entro fine mese prenderà corpo sotto forma di disegno di legge. Un modello «più flessibile e partecipato» ha detto Gerosa, confrontando la sua proposta a quella avanzata lo scorso ottobre dal capogruppo leghista Mirko Bisesti. La riforma della meloniana, in particolare, non prevede un sistema di concorsi per progredire da un punto di vista professionale. Un aspetto condiviso dai sindacati, in particolare da Pietro Di Fiore, segretario generale della Uil Scuola, e da Monica Bolognani, segretaria generale della Cisl Scuola: «Ci sono elementi migliorativi rispetto alla proposta Bisesti — spiega Di Fiore —. Prima si pensava a concorsi a nastro, con un Dipartimento istruzione che però è in grandissima difficoltà: quindi bene che ci sia maggiore flessibilità». Dello stesso avviso Bolognani: «Se noi affidassimo i concorsi anche per le carriere, non faremmo altro che ingessare completamente il Dipartimento istruzione —. Quindi è giusto puntare sulla formazione, però devono essere stabiliti quali sono i requisiti di accesso alle nuove figure che si vanno a creare». Positivo anche il parere di Maurizio Freschi, presidente della Consulta dei genitori e vicepresidente del Consiglio del sistema educativo: «Le proposte finora avanzate hanno mostrato limiti evidenti: concorsi o meccanismi rigidi che, una volta superati, rischiano di trasformarsi in rendite di posizione, scollegate dall’impegno reale e continuo nella scuola — sostiene Freschi —. La valorizzazione deve invece essere dinamica, legata alla formazione costante, al merito che si costruisce nel tempo e alla disponibilità ad assumersi responsabilità concrete».

Tra le sigle, tuttavia, rimangono diversi punti interrogativi. «Chi individuerebbe i progetti e le aree di ricerca sui quali poi gli insegnanti si dovrebbero spendere? — si chiede Di Fiore — Perché, a nostro giudizio, questo sarebbe compito del collegio dei docenti». Secondo Bolognani è poi «importante prevedere una turnazione delle varie figure, evitando la cristallizzazione degli incarichi sempre affidati alle stesse persone e il monopolio della gestione degli incentivi». A convincere Cisl e Uil Scuola anche la durata prevista per gli incarichi: «Tre anni che poi dovranno essere confermati», aveva detto Gerosa. Bolognani però si sofferma su una seconda questione: «Lo sviluppo professionale dei docenti parte offrendo loro una prospettiva di carriera nella scuola mediante la certezza della stabilizzazione. Su questo il quadro è piuttosto sconfortante: chiediamo quindi di anticipare la presa di servizio dei docenti precari al primo settembre di ogni anno scolastico, al fine di poter partecipare alla fase di programmazione delle attività».

Inoltre, negli scorsi giorni l’assessora all’istruzione ha annunciato l’intenzione di avviare gli Stati generali della Scuola per «aggiornare la Legge Salvaterra». Su questo Cisl Scuola e Flc Cgil sono divisi: «La parte che presenta gli organismi del governo della scuola sia a livello provinciale sia a livello di istituzione scolastica sarebbe a nostro avviso da rivedere, così come la parte che sulla gestione delle risorse». Invece, per la Flc Cgil del Trentino la legge Salvaterra (la legge provinciale 5 del 2006) «è un’architettura solida da conservare»: «Se la volontà è quella di metterla in discussione noi non siamo d’accordo», ribadisce il sindacato. Ad ogni modo, le organizzazioni sindacali evidenziano di non essere stati coinvolti dall’assessorato per quanto riguarda il tema delle carriere dei docenti: «Chiediamo al più presto un confronto con Gerosa», dicono. Sul tema carriere docenti, infine, Freschi riassume così: «La vera valorizzazione sta nel riconoscere il valore reale delle persone e delle funzioni, non nel costruire carriere rigide o artificiose che non portano alcun miglioramento alla qualità del sistema». Intanto, è tempo di iscrizioni per l’anno scolastico 2026/27: domande online dal 13 gennaio al 16 febbraio per l’istruzione e la formazione professionale. Per le scuole d’infanzia dal 19 gennaio al 2 febbraio.

 

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CORRIERE scuola ART 080126