FUTURO DELL’ASSISTENZA RESIDENZIALE E DOMICILIARE TRENTINA?

LA CRISI DELLE PROFESSIONI SANITARIE E ASSISTENZIALI IN TRENTINO

UNO “TSUNAMI” NEI PROSSIMI 10 ANNI

TRENTO: Le analisi condotte negli ultimi anni da ASUIT, dall’Università di Trento e dal Ministero della Salute

evidenziano come la carenza di personale infermieristico e sociosanitario non rappresenti soltanto un problema

organizzativo delle strutture, ma una criticità sistemica destinata ad avere effetti diretti sull’intero modello di welfare

territoriale.

In Trentino, le APSP, le RSA private e i servizi di assistenza domiciliare, pubblici e cooperativi, costituiscono infatti

uno dei principali pilastri dell’assistenza alle persone anziane non autosufficienti e un supporto fondamentale per

migliaia di famiglie.

Dalla realtà residenziale all’assistenza domiciliare il passo è breve. Quest’ultima rappresenta uno strumento essenziale

per consentire alle persone anziane e fragili di rimanere il più a lungo possibile nel proprio contesto di vita. Come già

denunciato dalla UIL FP del Trentino, negli ultimi anni, tuttavia, le dinamiche di affidamento degli appalti da parte della

Provincia sembrano aver dedicato un’attenzione insufficiente alla valorizzazione delle realtà che operano da decenni sul

territorio, costruendo competenze, relazioni e qualità dei servizi.

La UIL FP del Trentino sottolinea che la qualità dell’assistenza domiciliare trentina dipende infatti anche dalla continuità

degli operatori, dalla conoscenza delle comunità locali e dalla capacità di instaurare rapporti di fiducia con utenti e

famiglie: elementi che dovrebbero rappresentare criteri centrali nelle scelte di programmazione e affidamento dei

servizi.

La crescente difficoltà nel reperire infermieri e operatori sociosanitari rischia di compromettere la capacità delle RSA

di garantire livelli adeguati di assistenza. Se questo sistema dovesse indebolirsi ulteriormente, il carico di cura ricadrebbe

inevitabilmente sulle famiglie, con conseguenze sociali ed economiche rilevanti.

L’assistenza agli anziani fragili verrebbe trasferita sempre più all’interno delle abitazioni, aumentando il numero di

familiari costretti a ridurre l’orario di lavoro, richiedere congedi straordinari o ricorrere ai permessi previsti dalla Legge

104, a causa della ridotta disponibilità di servizi residenziali e domiciliari.

Secondo le proiezioni demografiche del Ministero della Salute, l’invecchiamento della popolazione comporterà nei

prossimi anni un incremento significativo della domanda di assistenza continuativa. In questo scenario, la tenuta delle

RSA non rappresenta soltanto una questione sanitaria, ma una condizione essenziale per la sostenibilità del mercato del

lavoro e per l’equilibrio sociale delle comunità locali.

Ogni posto letto non disponibile o ogni servizio ridotto nelle strutture residenziali genera infatti un effetto a catena che

coinvolge famiglie, imprese e servizi pubblici.

A rendere ancora più preoccupante il quadro vi è il progressivo calo di interesse verso la professione infermieristica da

parte delle nuove generazioni.

Se fino a pochi anni fa il problema riguardava principalmente la capacità del sistema di trattenere i professionisti, oggi

emerge con forza anche la difficoltà di formarne di nuovi. La Provincia autonoma di Trento e l’Università di Trento

hanno ulteriormente investito nella formazione, portando a 220 i posti disponibili per l’anno accademico 2025/2026 del

Corso di Laurea in Infermieristica presso la sede di Trento.

«Si tratta di una scelta condivisibile e necessaria», commentano il Segretario Generale della UIL FP del Trentino Andrea

Bassetti e il Segretario Provinciale Manuel Cescatti, «ma che da sola non basta. Aumentare i posti disponibili ha senso

soltanto se i giovani scelgono davvero di intraprendere questo percorso professionale e se, una volta laureati, decidono

di rimanere a lavorare in Trentino».

La preoccupazione cresce ulteriormente osservando i dati demografici della professione. Nei prossimi anni le uscite per

pensionamento saranno nettamente superiori agli ingressi di nuove figure professionali. Un fenomeno che troppo spesso

viene sottovalutato dalla politica e che rischia di generare una crisi senza precedenti per il sistema sociosanitario

provinciale.

La domanda che politica, istituzioni e parti sociali devono porsi è semplice: chi assisterà gli anziani trentini tra dieci

anni?Le RSA pubbliche e private rappresentano oggi il punto più visibile della crisi, ma il problema nasce molto prima: nelle

aule universitarie e nella percezione che i giovani hanno della professione infermieristica.

Una professione fondamentale per il funzionamento del sistema sanitario e sociosanitario che oggi fatica ad essere

percepita come sufficientemente attrattiva sotto il profilo economico — pur continuando il Trentino a garantire

condizioni migliori rispetto a molte altre realtà italiane — ma anche sotto il profilo organizzativo, professionale e delle

prospettive di carriera.

«La vera emergenza non è soltanto la mancanza di chi si prende cura delle persone oggi», concludono Bassetti e Cescatti.

«L’emergenza è che rischiamo di non averne abbastanza nemmeno domani. Se non restituiamo valore sociale,

professionale ed economico a queste professioni, nessun sistema formativo potrà garantire il ricambio generazionale di

cui il Trentino ha bisogno».

Per questo la UIL FP del Trentino ritiene indispensabile e richiama l’attenzione per l’apertura di un tavolo provinciale

permanente che coinvolga autonoma di Trento, UPIPA, Università di Trento, Federazione Trentina della Cooperazione

e organizzazioni sindacali, per valorizzare i percorsi già attivati, per esempio come fatto sull’OAD – Operatore

Assistenziale Domiciliare – e crearne di nuovi, con l’obiettivo di costruire una strategia di lungo periodo capace di

rendere nuovamente attrattive le professioni sanitarie e assistenziali, pilastro fondamentale del welfare trentino,

valorizzandone sempre il percorso formativo dedicato e mai scontato.

UIL FP EE.LL. E PA del Trentino

Andrea Bassetti / Manuel Cescatti

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