Corriere del Trentino, Il T – 21 dicembre 2022

«La Provincia aiuti la contrattazione»

Sindacati e aziende: «Contributi solo a chi firma con le sigle più rappresentative»

TRENTO La contrattazione tra organizzazioni maggiormente rappresentative è un elemento di competitività per il sistema economico locale: si è aperta a partire da questa premessa la presentazione dell’intesa sottoscritta fra il coordinamento imprenditori e Cgil,Cisl e Uil del Trentino. Presenti all’incontro, oltre ai rappresentanti delle tre organizzazioni sindacali – Maurizio Zabbeni, Michele Bezzi e Walter Alotti –, anche Roberto Pallanch, segretario del Coordinamento provinciale imprenditori, il presidente di Confindustria Fausto Manzana e il presidente di Confcommercio Giovanni Bort.
Proprio Bort ha aperto i lavori, insistendo su come sviluppare un accordo fra organizzazioni rappresenti di fatto «una svolta, sia nel sostegno alla qualità del lavoro e alla conseguente competitività delle imprese, sia nel contrasto al dumping dei contratti pirata, rei di ridurre salari e diritti».
D’accordo anche Maurizio Zabbeni di Cgil: «La qualità del lavoro è un elemento imprescindibile per il successo delle imprese. Occorre dunque difendere la buona contrattazione dalle continue minacce subìte nel corso degli anni, così come è parallelamente necessario che la politica faccia la sua parte. La tutela di un’autentica correttezza del lavoro, tramite un accordo autonomo come quello stipulato da noi in questi giorni, deve trovare buona controparte nelle azioni della provincia stessa».
Aziende e sindacati hanno sollecitato la provincia a farsi parte attiva e propositiva di questo processo, disponendo che ogni contributo o sussidio alle imprese sia subordinato all’adozione dei contratti sottoscritti dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello nazionale.
«I contratti pirata ottengono sì una riduzione dei costi, ma a spese del lavoratore – ha concluso Manzana – Tutelarne i diritti equivale quindi a tutelare i diritti di ogni azienda: siamo all’inizio di un serio percorso d’impegno che andrà condiviso col legislatore. La carenza e la necessità di risorse umane è inoltre uno dei grandi problemi che dobbiamo affrontare: rendere efficente il lavoro dei centri per l’impiego significa innescare un circuito virtuoso, socialmente sostenibile».

 

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