Comunicato stampa del 6/10/2026

Urgente modificare il sistema di perequazione delle pensioni INPS in relazione all’escaletion del costo della vita. La UILP del Trentino si appella ai politici trentini per un intervento nazionale e locale di equo adeguamento.

Il governo ed il parlamento sono ormai concentrati sull’elaborazione della nuova finanziaria. I media si concentrano sui dibattiti interni alla destracentro e al centrosinistra: la nuova legge elettorale per i primi, il metodo di designazione del candidato o candidata premier per i secondi.

Un tema importante, che interessa milioni di italiani, resta assolutamente al palo. Stiamo parlando dell’adeguamento all’aumento del costo della vita delle pensioni.

La mancata o parziale rivalutazione delle pensioni rispetto all’inflazione riduce progressivamente il potere d’acquisto degli assegni, penalizzando in particolare i trattamenti medi. Da un’inchiesta di Gabanelli e Ravizza di Dataroom, assieme al Centro Studi di Itinerari Previdenziali i pensionati e le pensionate del ceto medio (che superano un importo lordo pari a 4 volte l’assegno minimo che è nel 2026 di 611,85 euro) hanno subito una perdita, dal 2011 al 2025 di 37.498 euro, con una accelerazione pari a 14.519 euro negli ultimi 3 anni di governo Meloni.

Attualmente l’adeguamento al costo della vita calcolato dall’INPS applica percentuali decrescenti in base all’importo della pensione: fino a 4 volte il minimo la rivalutazione è al 100% dell’inflazione. Oltre 4 volte il minimo le percentuali sono ridotte a scalare per le fasce superiori. Questi importi, ma tutti i recuperi della perequazione, sono poi comunque soggetti alla tassazione dell’aliquota marginale Irpef, quella di tutti gli altri redditi. La perdita cumulata arriva ad oltre il 21% di svalutazione in 14 anni per effetto dei blocchi e dell’alta inflazione.

Facciamo un esempio concreto: prendiamo una pensione decorosa di 2200 euro netti a fine 2021. Ad oggi l’importo netto adeguato è di 2350 euro, con un incremento del 10,68 per cento. Nello stesso periodo l’inflazione ha sfiorato il 20 per cento, Si è quindi avuta un perdita reale del potere di acquisto di quasi il 10 per cento, in parole povere un decimo della pensione.

La UIL pensionati del Trentino evidenzia quindi con forza il problema, rivolgendosi alla rappresentanza politica provinciale, al Senato e alla Camera dei deputati, affinché il problema sia adeguatamente valutato, mettendo in atto i necessari correttivi.

Per esempio l’adozione del sistema di rivalutazione “a scaglioni” e non “a classi”, quello cioè più penalizzante adottato dal 2023 al 2025 del governo Meloni, costato per l’appunto ai pensionati solo per quel periodo ben 10 miliardi. Oltre ad un impegno a livello nazionale UILP chiede anche ai politici locali di intervenire anche sull’addizionale Irpef provinciale mediante l’applicazione di un meccanismo per l’addizionale Irpef regionale come quello adottato dalla Provincia Autonoma di Bolzano con una detrazione più alta sui redditi da lavoro e pensione ed un’ulteriore detrazione per i redditi sopra i 40.000€ lordi.

Tutto ciò per provare a garantire anche ai pensionati che superano il trattamento minimo pensionistico almeno il mantenimento del tenore di vita ed una rivalutazione vera, non parziale delle rendite pensionistiche costruite nei decenni di lavoro con sacrifici e salati contributi previdenziali.

Maurizio Zeni
Segretario provinciale UILP

Walter Alotti
Responsabile Comunicazione UILP
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urgente la perequazione delle pensioni del ceto medio