Il T – Venerdì 12 dicembre 2025

Finanziaria, ancora barricate sui fronti opposti

 

Il dibattito

CONSIGLIO

«Non arretreremo di un millimetro», ha tuonato Francesco Valduga, di fatto il leader dell’opposizione, ieri mattina nell’aula del Consiglio provinciale dove si stava dipanando la trama di un film già visto tante volte. Una pellicola dal titolo datato: finanziaria, anche se con lo scorrere degli anni sono state aggiunte diciture diverse e burocratiche. Quest’anno la legge che indica le direzioni in cui dovranno finire i mille rivoli della spesa pubblica in Trentino attraversa lo stesso territorio di sempre. Con lo sbarramento delle opposizioni che hanno depositato 12.500 emendamenti. In teoria un muro invalicabile che o viene sgretolato con accordi tra maggioranza e minoranza oppure viene scavalcato con canguri o supercanguri, come vengono chiamati gli emendamenti della maggioranza alla sua stessa legge presentati per blindarla. Ieri durante il dibattito poi c’è stato spazio per l’intervento di Walter Kaswalder che ha chiesto all’assessore Tonina un suo intervento per salvare il suo emendamento per dare fondi ai giovani che vogliono acquistare casa. Poi Kaswalder è intervenuto su Dolomiti Energia: «Fa utili per 170 milioni, ma poi delocalizza il call center. Trentini su con le rece» è stato il suo invito. Ancora non è arrivato il tempo delle trattative. I consiglieri che tengono a passare le feste in famiglia e a fare shopping natalizio per tempo sperano che si inizi oggi a trattare. L’assessore provinciale alla sanità Mario Tonina, delegato dalla maggioranza a trattare con le minoranze, considera queste scaramucce come un gioco delle parti e conta di poter trovare il bandolo della matassa. Le distanze al momento non sembrano distanti. Le distanze riguardano alcuni argomenti come la casa e la scuola, settori in cui le minoranze chiedono un salto di qualità e anche di quantità con l’aumento deciso delle risorse. Le richieste verranno vagliate dalla maggioranza e poi valutate per vedere se e come accoglierle. Tra le richieste più pressanti ci sono quelle del mondo della scuola i cui sindacati proprio ieri mattina hanno organizzato un presidio davanti al Consiglio provinciale per presentare una lunga lista di richieste: ripresa delle trattative per il contratto di lavoro con la richiesta di un aumento del 6%; l’aumento degli organici sia per i docenti che per il personale tecnico amministrativo; aumentare i fondi per i Bes (bisogni educativi speciali) e l’inclusione e anche ridurre il numero di alunni per classe a non più di venti; riconoscere la professionalità acquisita con la continuità lavorativa; maggiore estensione di possibilità di utilizzare i buoni pasto. L’assessora Francesca Gerosa ha subito ricordato in una nota: «Per quanto riguarda le trattative sindacali non solo proseguiranno nel 2026, anche sulla base della programmazione di Apran, ma si apriranno anche quelle per il personale docente». Infine i segretari di Cgil, Cisl e Uil Grosselli, Bezzi e Largher con una nota unitaria ricordano che con la nuova Icef ci si rimette, e pure tanto in certi casi: «L’incremento delle tariffe sul posticipo per la scuola dell’infanzia è solo il primo caso. Necessario rivedere le soglie e adeguare l’indicatore all’inflazione. La Provincia con una mano dà e con l’altra toglie. Per l’effetto combinato di nuovo indicatore e mancato adeguamento delle soglie Icef all’inflazione i nuclei familiari risultano nominalmente più ricchi e dunque devono sobbarcarsi tariffe del posticipo più onerose. Abbiamo ragionevoli motivi per pensare che sarà simile anche per le altre tariffe. L’adeguamento fatto dello 0,03 delle attuali soglie è del tutto insufficiente», dicono i segretari provinciali di Cgil Cisl Uil in una lettera a Gerosa. U.C.

 

Scarica il pdf:

IL T materne ART 121225